Juke Box Italia Bruno Valerio

La storia del Jukebox

Il jukebox ha segnato la storia dell’intrattenimento nei locali pubblici. Intere generazioni hanno ascoltato musica, ballato, flirtato, ritrovato, dopo la guerra, la mai perduta voglia di divertirsi. È così che il jukebox è entrato nel mito.

Guerra tra titani

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Il primo abbozzo di macchina automatica per trasmettere musica risale al 1906 quando la John Gabel Company presentò un giradischi a moneta con cambiadischi automatico; da qui in poi la strada fu tutta in discesa e nel giro di un paio di decenni arrivarono i primi veri e propri jukebox, la cui storia è legata a quattro costruttori: Wurlitzer, Seeburg, Rock-Ola e Ami.

La conquista del mercato

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La concorrenza stimola a dare il meglio di sé e a ricercare il massimo nella prestazione. Probabilmente è stato questo lo spirito che ha mosso gli imprenditori nel darsi battaglia, dalla fine degli anni Venti agli anni Sessanta, per conquistare il mercato. Fu una battaglia senza esclusione di colpi, vinta o persa in funzione di una maggiore o minore spettacolarità della macchina, o per il fatto di permettere la selezione di qualche disco in più rispetto alla concorrenza. Il primo fonografo a moneta risale al 1927 e porta la firma della Ami. Nel 1933 la Wurlitzer presentò il primo jukebox. Nel giro di poco tempo il mercato fu invaso anche dagli apparecchi di Seeburg e Rock-Ola.

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